Le affezioni dell’unghia restano poco frequenti nei carnivori domestici: la Dr.ssa Zanna le colloca intorno all’1-3 % delle visite veterinarie, una proporzione che varia secondo la popolazione esaminata. Sono spesso sottostimate o trascurate, perché sembrano minori finché non vi si riconosce il segnale di una dermatosi o di una malattia più ampia.
L’unghia non è un’appendice isolata: la sua matrice è riccamente vascolarizzata, e una deformazione, un distacco o un rammollimento possono essere la prima manifestazione visibile di una neoplasia, di una disimmunità o di una malattia infettiva generale. Al congresso ECVD-ESVD di Bilbao, la collega Giordana Zanna (Istituto Veterinario di Novara, Italia) ha affrontato le malattie ungueali del cane e del gatto sia dal punto di vista eziologico sia da quello della loro gestione.
1 Il vocabolario delle affezioni ungueali
Un insieme di termini specifici serve a descrivere le affezioni dell’unghia nel cane e nel gatto, in gran parte mutuato dalla terminologia medica umana. La Dr.ssa Zanna segnala di aver trovato differenze tra l’uso umano e quello veterinario per alcuni di questi termini, il che invita a precisare ogni volta il significato adottato.
La paronichia indica l’infiammazione dei tessuti che circondano l’unghia, mentre l’onichia indica l’infiammazione dell’unghia stessa. Da questa infiammazione può derivare l’onicomadesi, cioè la caduta dell’unghia. L’unghia che non cade può rammollirsi: è l’onicomalacia, un rammollimento che si percepisce al semplice tatto.
L’onicoschizia indica uno sdoppiamento, o una laminazione, dell’unghia. Questo sdoppiamento si intende sul piano orizzontale, a livello del margine libero, e la Dr.ssa Zanna precisa di averlo inteso così dopo aver confrontato le definizioni umane e veterinarie. L’onicoressi, invece, si riconosce da una striatura longitudinale, associata a fragilità e rottura dell’unghia.
Nell’onicocriptosi l’unghia cresce in modo eccessivo, si incurva verso l’interno e finisce per incarnirsi nel cuscinetto digitale vicino. Il dolore è costante. L’onicogrifosi, la più familiare ai clinici, indica un’unghia anormalmente curva, deformata e ipertrofica. A questi termini si aggiunge l’onicodistrofia, che rimanda a una formazione anomala dell’unghia. L’onicolisi, che indica classicamente il distacco della lamina ungueale dal suo letto, ricorrerà in diversi contesti.
La cromonichia, termine che la Dr.ssa Zanna dice di aver incontrato in un testo italiano e adottato dalla medicina umana, indica una colorazione anomala dell’unghia.
2 L’approccio: non isolare mai l’unghia dall’animale
Una malattia dell’unghia si affronta esattamente come qualsiasi altra affezione dermatologica. La Dr.ssa Zanna pone al centro del suo approccio due divieti simmetrici: non concentrarsi sulla sola unghia, e non ignorare il resto dell’animale. In altre parole, l’anamnesi completa, l’esame dermatologico generale e gli esami collaterali di routine precedono l’esame delle unghie; non lo seguono.
Una paronichia isolata è raramente una diagnosi in sé; apre verso un’ipersensibilità, una demodicosi, una disimmunità o un’affezione sistemica, che solo l’esplorazione del resto del tegumento permette di identificare. L’integrazione di un’anamnesi approfondita, dell’esame clinico e delle tecniche diagnostiche (citologia, biopsie, diagnostica per immagini) porta a una diagnosi più esatta, ed è questa diagnosi che permette di adattare il trattamento alla causa sottostante piuttosto che alla sua manifestazione ungueale.
Sapere se il coinvolgimento è limitato a una sola unghia o esteso a più unghie orienta subito il ragionamento. Le affezioni che colpiscono una o poche unghie, in modo asimmetrico, rientrano tipicamente in un problema localizzato: trauma, infezione batterica o fungina, neoplasia. Al contrario, quando sono coinvolte più unghie, o tutte le unghie di zampe diverse, le cause sono spesso sistemiche: malattie autoimmuni, affezioni immunomediate, carenze nutrizionali, anomalie congenite, o infezioni derivanti da una malattia generale.
3 Anatomia dell’unghia e utilità della diagnostica per immagini
Prima di affrontare i tumori, bisogna conoscere il normale per leggere l’anormale su una radiografia. La Dr.ssa Zanna ricava questi punti di riferimento dai suoi scambi regolari con i radiologi e con altri specialisti.
In un’unghia normale, la cresta ungueale è un guscio osseo a forma di cono portato dalla terza falange. Il processo ungueale è invece una proiezione ossea appuntita. È su questo insieme che l’unghia stessa si ancora. Tre strutture, dunque: la falange distale, la cresta che la ricopre, il processo che la prolunga. L’unghia vi si fissa.
Questi punti di riferimento diventano criteri diagnostici nel cheratoacantoma subungueale, in cui il radiologo considera tre elementi come il segno caratteristico della lesione. Primo, il corpo della terza falange resta risparmiato: l’osteolisi si concentra sui suoi due rilievi distali. Secondo, la cresta ungueale subisce un’osteolisi espansiva: è erosa e deformata verso l’esterno. Terzo, il processo ungueale subisce un’osteolisi completa, accompagnata da un allargamento dell’unghia. Due recenti casistiche radiografiche ritrovano questo trio (grave riassorbimento del processo in 12 cani su 12 e 7 su 7, espansione della cresta in 10 su 12 e 4 su 7, unghia allargata in 11 su 12 e 7 su 7), ma rilevano anche una lisi della superficie articolare distale della seconda falange in 6 cani su 12 nell’una e 2 su 7 nell’altra: la falange distale non è quindi «normale», lo è il suo corpo. Riuniti, questi tre segni consentono al radiologo di formulare un forte sospetto di cheratoacantoma subungueale, il che, in pratica, orienta la chirurgia e l’analisi ancor prima del risultato istologico.
4 Una sola unghia colpita
Quando è colpita una sola unghia, due cause dominano: la lesione traumatica e il tumore.
4.1 La lesione traumatica
Il trauma avviene in circostanze banali (dopo una corsa, una battuta di caccia) e il suo quadro non si presta a confusione: anomalia dell’unghia, dolore marcato, sanguinamento. Con il tempo, la stessa unghia può sovrainfettarsi, e l’infezione batterica secondaria può estendersi alla zona interdigitale. L’essudato si osserva allora sulla sola unghia oppure anche sulla cute interdigitale.
La porzione fratturata deve essere rimossa, ma preservando la zona di tessuto vivo, la matrice, riccamente vascolarizzata e responsabile del nutrimento dell’unghia: è essa che permetterà la ricrescita. Si applicano bagni antisettici; possono essere irritanti. Talvolta sono necessari analgesici e una medicazione protettiva. Infine, in caso di infezione batterica secondaria, una terapia antibiotica sistemica non è necessaria, poiché un trattamento topico è normalmente sufficiente. Questa posizione, espressa in conferenza senza riferimenti citati, deriva dall’esperienza clinica della Dr.ssa Zanna.
4.2 Il cheratoacantoma subungueale
I tumori dell’unghia sono numerosi; la Dr.ssa Zanna ne descrive tre. Il primo è il cheratoacantoma subungueale, i cui segni radiologici sono stati descritti sopra. L’equivalente istologico di queste immagini conferma la lesione.
4.3 Il carcinoma squamocellulare subungueale
La diagnosi di carcinoma squamocellulare subungueale è patologica, principalmente istopatologica. All’esame, le cellule appaiono poligonali, con anisocariosi e anisocitosi. Il tumore insorge principalmente in alcune razze, mostrate sullo schermo ma non nominate nella trascrizione, ed è stato descritto anche nel gatto.
4.4 Il melanoma maligno subungueale
Il melanoma maligno subungueale può colpire le unghie che vanno incontro a una colorazione. L’esame ritrova cellule caratteristiche su uno sfondo pigmentato. Anche qui, la descrizione riguarda principalmente alcune razze, non nominate nella trascrizione. La Dr.ssa Zanna riporta un caso recente in cui l’unghia era stata completamente distrutta dal tumore.
4.5 Principi di gestione
La collaborazione con il radiologo, presentata come fondamentale, permette di capire che cosa avviene nel dito e nell’unghia, al di là di ciò che mostra l’ispezione.
In tutti questi casi, l’approccio migliore è l’amputazione digitale. Inviare la sola unghia, l’unghia staccata, non serve a nulla: bisogna poter determinare che cosa avviene nell’osso stesso e sapere se il tumore ha metastatizzato altrove.
5 Una o due unghie colpite: l’onicomicosi
Quando sono interessate una o due unghie, l’onicomicosi figura tra le migliori diagnosi differenziali. Il quadro associa un’onicomalacia franca (le unghie sono completamente molli) e un’onicolisi. Il coinvolgimento resta normalmente limitato a una o due unghie.
La Dr.ssa Zanna illustra il concetto con un caso in cui il coinvolgimento digitale precedeva quello ungueale: un cane infettato da Trichophyton mentagrophytes, nel quale l’infezione ha colpito prima le dita prima di estendersi all’unghia stessa, anche qui con onicomalacia. Questa sequenza ricorda che l’unghia può essere colpita per contiguità a partire dalla cute digitale, e che l’esame delle dita fa parte dell’esame dell’unghia.
La diagnosi si basa sulla coltura fungina. Il campione si ottiene dalla parte prossimale dell’unghia, cioè dal lato della matrice, il che offre la migliore precisione diagnostica. Le unghie vengono frammentate in pezzi, poi deposte su un terreno di coltura per dermatofiti di routine. La biopsia dell’unghia non è obbligatoria quando la coltura è sufficiente.
Il trattamento antifungino si basa sulle molecole disponibili, usate da sole o in associazione. Il trattamento deve essere proseguito per diversi mesi prima di ottenere una risoluzione a livello dell’unghia. La Dr.ssa Zanna indica che talvolta servono sei-sette mesi per ottenere una ricrescita completa. Questa durata deve essere annunciata fin da subito al proprietario, perché condiziona l’aderenza alla terapia.
6 Unghie multiple in un animale altrimenti sano: l’onichite lupoide simmetrica
Quando quasi tutte le unghie sono colpite in un individuo per il resto in buona salute, la diagnosi più importante è l’onicodistrofia lupoide simmetrica, la malattia più frequente tra quelle che provocano onicomadesi e onicodistrofia simmetriche nel cane.

Grave onicodistrofia lupoide simmetrica
6.1 Una questione di nome, che è una questione di meccanismo
La Dr.ssa Zanna contesta la denominazione consolidata, per un motivo fisiopatologico. Non si tratta di una malattia della formazione primaria dell’unghia. Le modificazioni ungueali sono normalmente secondarie all’infiammazione del letto dell’unghia, che provoca il distacco delle unghie; è poi, secondariamente, che la ricrescita diventa anomala e dà unghie deformate e fragili. Poiché l’infiammazione precede e causa la distrofia, sarebbe preferibile parlare di onichite lupoide simmetrica piuttosto che di onicodistrofia lupoide simmetrica.
6.2 Presentazione clinica
In uno stesso cane sono colpiti più piedi, e le lesioni si combinano: onicolisi, onicomalacia, onicodistrofia e paronichia coesistono.
6.3 Predisposizioni e ipotesi eziologiche
La malattia è stata descritta principalmente in alcune razze, nelle quali la sua prevalenza è più elevata. Una predisposizione genetica è probabile.
Gli aplotipi di classe II dell’antigene leucocitario canino, coinvolti nella risposta immunitaria, sono stati studiati come geni candidati.
È stata considerata anche una relazione con una reazione avversa al cibo, a partire da uno studio prospettico su 24 cani con coinvolgimento esclusivo delle unghie: quattro hanno ottenuto una risoluzione parziale o completa con dieta di eliminazione; due di loro sono stati sottoposti al test di provocazione e hanno avuto una ricaduta, mentre gli altri due non sono stati provocati. La Dr.ssa Zanna giudica questa proporzione molto bassa e la relazione non dimostrata; gli autori dello studio, invece, concludevano che la dieta di eliminazione è un test diagnostico che vale la pena eseguire, e una successiva revisione sistematica include l’onichite lupoide simmetrica tra le manifestazioni non cutanee riportate di reazione avversa al cibo.
Una terza ipotesi ha riguardato livelli elevati di anticorpi antitiroidei, che secondo gli autori potrebbero colpire anche la matrice dell’unghia. Anche in questo caso, la Dr.ssa Zanna ritiene insufficienti le prove di questa relazione. Nessuna di queste tre piste stabilisce l’eziologia.
6.4 Approccio diagnostico
L’onichite lupoide simmetrica si presenta come una malattia distinta in un cane per il resto in buona salute. Ematologia e biochimica si eseguono come riferimento generale, a titolo di valutazione dello stato di salute, prima di iniziare il trattamento, non per porre la diagnosi, ma per rendere sicuro il trattamento che seguirà.
Resta la biopsia. La tecnica di cui si parla qui è stata introdotta molti anni fa, e non si applica solo all’onichite lupoide simmetrica ma a numerose altre affezioni dell’unghia. È semplice. Un punch da biopsia di 8 millimetri viene posizionato orizzontalmente, il che significa che il bordo tagliente è perpendicolare ai piani sagittale e trasversale. Così orientato, attraversa sia la matrice dell’unghia sia la terza falange sottostante. La tecnica campiona quindi le due strutture in un solo taglio: il letto ungueale e il suo supporto osseo si leggono insieme, sullo stesso vetrino, con la lamina ungueale di fronte.
6.5 Istologia
La lesione caratteristica è un infiltrato linfocitario a banda. È stata descritta anche una vacuolizzazione delle cellule basali, ma questo reperto è molto comune in numerose altre malattie infiammatorie e non è quindi specifico dell’onichite lupoide simmetrica.
6.6 Obiettivo terapeutico e trattamenti
Il primo tempo del trattamento è una conversazione con il proprietario. L’obiettivo da annunciare è ottenere unghie solide e confortevoli, e non unghie esteticamente perfette: quest’ultimo risultato è impossibile da ottenere. Porre questo obiettivo fin dall’inizio evita l’insoddisfazione di un proprietario che giudicherebbe il fallimento in base all’aspetto.
Il trattamento associa diverse modalità, presentate sullo schermo, e la posologia della prima dipende dal peso del cane. Altri trattamenti sono stati impiegati in associazione o da soli. Nessuna monoterapia, nessuna associazione sembra più efficace delle altre. La scelta spetta quindi alla valutazione clinica e alla tolleranza dell’animale.
L’affezione si gestisce nel tempo più di quanto si guarisca.
7 Unghie multiple con paronichia
Quando sono colpite più unghie con, in primo piano, una paronichia, due segni orientano: detriti cerosi e una colorazione cerosa brunastra. Questa colorazione anomala è la cromonichia. La presenza di lesioni cutanee associate rafforza l’orientamento.
7.1 La proliferazione di Malassezia nel cane
Di fronte a questo quadro, bisogna considerare un’infezione o una proliferazione di Malassezia. La dermoscopia mostra bene il materiale ceroso brunastro situato intorno alla piega ungueale, così come la decolorazione brunastra dell’unghia stessa.
La diagnosi si basa sui test di base destinati a evidenziare Malassezia. Il materiale può essere raschiato ed esaminato: vi si osservano allora i piccoli corpuscoli arrotondati caratteristici del lievito.
La gestione di una paronichia da Malassezia, o di una cromonichia associata, ha successo solo se si tratta la causa sottostante della proliferazione. Questi cani sono normalmente affetti anche da altri disturbi di ipersensibilità. Bisogna quindi trattare la malattia primaria e non concentrare l’attenzione sulla sola proliferazione del lievito. Se si desidera comunque trattare Malassezia, i trattamenti a base di antisettici concentrati sono preferiti in prima intenzione.
I problemi dermatologici che colpiscono prima la cute interdigitale, quelli legati all’infezione da Malassezia spp. e associati ai disturbi di ipersensibilità, possono modificare il colore delle unghie ed estendere i loro effetti alle pieghe ungueali, con accumulo di detriti cheratinici bruni e cerosi.

Evoluzione della colorazione fungina dopo l’inizio del trattamento con ketoconazolo
7.2 La proliferazione di Malassezia nel gatto
Questa paronichia o cromonichia associata a Malassezia è descritta clinicamente anche nel gatto, principalmente nello Sphynx e nel Devon Rex. La Dr.ssa Zanna osserva che gli allevatori di Sphynx conoscono perfettamente questo tipo di lesione.
In questi gatti, la piega ungueale stessa, paragonabile, nel principio, a ciò che si osserva nello Shar-pei, può predisporre, mantenendo un’umidità cronica e uno sfregamento. Ma la Dr.ssa Zanna mantiene la regola generale: la maggior parte di questi gatti è affetta anche, come causa più tipica, da disturbi di ipersensibilità sottostanti. Questa proliferazione di Malassezia è stata inoltre descritta in gatti affetti da sindromi paraneoplastiche viscerali.
La diagnosi si basa quindi prima sull’identificazione della malattia sottostante, poi sul trattamento della proliferazione stessa. Infine, l’abbondanza e la diversità delle specie di Malassezia dipendono dalla sede: Malassezia slooffiae è stata descritta principalmente nelle pieghe ungueali.
7.3 La paronichia batterica
Qualsiasi affezione cutanea sottostante può indurre una paronichia batterica. L’esame citologico evidenzia allora le cellule attese dell’infiammazione batterica. Nel gatto, la paronichia batterica è meno frequente e normalmente associata ad altre malattie cutanee sottostanti. Stessa logica, quindi, che per il lievito: la paronichia è il sintomo, non la diagnosi.
7.4 La demodicosi
Alcune affezioni cutanee colpiscono principalmente le porzioni pieghettate delle dita e possono, secondariamente, raggiungere la piega dell’unghia: la demodicosi ne è l’esempio. La Dr.ssa Zanna riporta il caso di un cane con demodicosi in cui l’esame microscopico ha confermato la diagnosi e le cui unghie erano lunghe, a causa dell’infiammazione della matrice ungueale.
8 Unghie multiple con onicogrifosi
Quando l’onicogrifosi domina il quadro, si impongono due diagnosi differenziali: la leishmaniosi e la dermatopatia ischemica.
8.1 La leishmaniosi
La leishmaniosi può esprimersi con un’onicogrifosi, ma in molti casi altri segni distintivi accompagnano il coinvolgimento ungueale. Le lesioni osservate associano distrofia e onicogrifosi, fino a quadri in cui tutte le unghie sono colpite e incurvate.
Perché questi cani sviluppano un’onicogrifosi? Un articolo pubblicato molti anni fa ha cercato la risposta concentrando l’attenzione sulle unghie di cani leishmaniotici. Quaranta cani sono stati suddivisi in due gruppi: 16 su 40 presentavano un’onicogrifosi generalizzata, 24 su 40 ne erano esenti. Tutte le unghie sono state campionate, e su questi prelievi sono state eseguite una PCR e l’istochimica.
L’unghia deve essere decalcificata, tecnica che limita l’espressione degli antigeni; i risultati della PCR sono quindi difficili da interpretare. Gli autori l’hanno comunque eseguita: Leishmania è stata rilevata con PCR in 3 dei 16 cani con onicogrifosi (denominatore assente nella trascrizione, ripristinato in base alla pubblicazione originale), e in 2 cani su 24 nel gruppo senza onicogrifosi. L’istopatologia, eseguita in parallelo, ha evidenziato un pattern di onichite lichenoide, caratteristico di un’affezione infiammatoria.
L’onicogrifosi non si accompagna a un parassitismo locale sostanziale e deriva probabilmente dall’infezione sistemica, o dall’attivazione immunitaria cronica che essa mantiene. Una casistica più piccola, 7 cani con onicogrifosi e 9 senza, studiati con immunoistochimica, ha in seguito rilevato amastigoti nel derma adiacente alla matrice, in numero maggiore nei cani con onicogrifosi; la sua numerosità e la sua sede di pubblicazione pesano meno dello studio originale, ma la questione del parassitismo locale non è chiusa. L’unghia deformata testimonia uno stato generale, non una colonizzazione ungueale, e cercare il parassita nell’unghia ha poche probabilità di successo.
8.2 La dermatopatia ischemica
L’onicogrifosi può manifestarsi anche nel contesto di una dermatopatia ischemica. Il termine è molto ampio e comprende numerose affezioni che condividono gli stessi reperti clinici e istopatologici.
Un’alterazione vascolare riduce il flusso sanguigno; la riduzione del flusso provoca un’ipossia tissutale; l’ipossia compromette la matrice dell’unghia e provoca, di conseguenza, una distrofia ungueale. Le unghie diventano allora molli, mancano di sostegno, si indeboliscono e si sfaldano.
Secondo la Dr.ssa Zanna, i trattamenti utilizzabili sono quelli già citati per l’onichite lupoide simmetrica. Ma l’approccio diagnostico è diverso: di fronte a una dermatopatia ischemica bisogna ricercare un disturbo sottostante, e lei insiste su un punto ampiamente riconosciuto da poco: i cani affetti da leishmaniosi possono sviluppare una dermatopatia ischemica. La leishmaniosi non è quindi solo una diagnosi differenziale dell’onicogrifosi, ne è talvolta la causa per il tramite della dermatopatia ischemica.
9 La crescita rapida delle unghie
Una crescita rapida delle unghie può manifestarsi in diversi contesti, di cui la Dr.ssa Zanna fornisce quattro esempi legati da uno stesso ragionamento: l’accelerazione del ricambio, o l’infiammazione della matrice.
Il primo riguarda il gatto ipertiroideo: una collega specializzata in medicina interna ha osservato questi casi, che la Dr.ssa Zanna spiega con l’aumento del ricambio metabolico. Il secondo dipende dal comportamento: gli animali la cui attività di grattamento è ridotta, in particolare gli animali anziani, possono presentare anch’essi unghie lunghe. Il terzo è la paronichia: in un cane con paronichia, qualsiasi affezione cutanea sottostante può indurre una paronichia batterica e, per questo motivo, provocare una crescita rapida delle unghie. Il quarto, già citato, è la demodicosi, in cui le unghie erano lunghe a causa dell’infiammazione della matrice.
L’utilità pratica di questo elenco è ricordare che un’unghia che cresce troppo in fretta è un segno da indagare, e non un semplice motivo per tagliarla.
10 Onicomadesi e affezioni rare
Più unghie possono essere colpite anche nel contesto di altre affezioni sottostanti, più rare, di cui l’onicomadesi è spesso il segno d’esordio.
Le genodermatosi ne fanno parte. L’epidermolisi bollosa giunzionale, trattata altrove durante il congresso, può accompagnarsi a onicomalacia; la malattia colpisce anche altre regioni, in particolare la bocca e le orecchie. Il meccanismo è strutturale: la mutazione di una proteina di struttura altera l’integrità della matrice dell’unghia e del letto ungueale. La Dr.ssa Zanna cita a questo proposito una cifra del 5 %, il cui oggetto non è comprensibile nella trascrizione.
Anche le malattie immunomediate possono colpire più unghie, con un basso livello di coinvolgimento. Il pemfigo foliaceo ne è l’esempio, con paronichia sierosa e onicomadesi. Nel gatto il quadro è ancora più evidente.
Infine, di fronte a un’onicomadesi predominante, bisogna considerare alcune malattie rare: le malattie bollose subepidermiche, le genodermatosi, o il pemfigo nel gatto.
11 Il coinvolgimento delle unghie nel gatto
I gatti sono colpiti soprattutto in modo secondario dalle malattie delle unghie. La Dr.ssa Zanna ne sviluppa due, segnalando che uno stesso dito può presentare lesioni di difficile interpretazione: materiale ematico e crostoso all’interno dell’unghia, onicomadesi, paronichia su più unghie.
11.1 La sindrome metastatica digito-polmonare felina
Secondo la Dr.ssa Zanna, i gatti dispongono di un ricco apporto sanguigno a livello delle dita, che lei collega alla termoregolazione.
Il tumore primario può essere un adenocarcinoma bronchiale o bronchioloalveolare, il cui comportamento angioinvasivo è evidente. Il coinvolgimento digitale è secondario a una disseminazione ematogena, per embolizzazione arteriosa delle cellule provenienti dal tumore primario, ed è il ricco apporto sanguigno digitale che spiega questa localizzazione. Sono normalmente colpite le dita portanti.
La diagnosi richiede prima di tutto di evidenziare il tumore polmonare, poi di confermarlo con la citologia, talvolta anche con l’istologia; idealmente, le stesse cellule devono essere ritrovate nella regione polmonare e nelle dita per ricondurre i due coinvolgimenti alla stessa malattia. Il distress respiratorio di questi gatti compare normalmente dopo le prime manifestazioni dermatologiche a carico delle unghie. Il gatto viene quindi presentato per un dolore digitale, ed è questa malattia dell’unghia che si riconduce poi al tumore polmonare.

Metastasi digitale di un tumore polmonare primitivo (Foto Arnaud Muller)
11.2 Il pemfigo foliaceo felino
Nel pemfigo foliaceo felino, un materiale cremoso ricopre la piega ungueale, associato a infiammazione. Questa paronichia con essudato da cremoso a caseoso su più unghie è propria del gatto. Il prelievo è semplice: il materiale cremoso e caseoso si raschia tutto intorno alle unghie, e l’esame citologico evidenzia cellule acantolitiche accompagnate da neutrofili non degenerati. La paronichia è stata riportata come segno più frequente nel gatto che nel cane.
11.3 Un’onicopatia a eziologia sconosciuta
La Dr.ssa Zanna segnala infine un recente articolo su un gatto in cui gli autori hanno avuto molta difficoltà a inquadrare ciò che osservavano. Istologicamente hanno trovato cellule acantolitiche suggestive di pemfigo foliaceo; clinicamente il quadro era diverso, senza il materiale cremoso e caseoso della paronichia descritta sopra, e le lesioni ricordavano piuttosto un’onichite lupoide simmetrica. Hanno infine adottato la diagnosi di onicopatia pustolosa generalizzata a eziologia sconosciuta. Il caso ricorda che la classificazione di alcune onicopatie resta aperta.
12 Sintesi decisionale in base al numero di unghie colpite
Nel cane, quando è colpita una sola unghia, il ragionamento è semplice: lesione traumatica o tumore. Quando sono colpite una o due unghie, l’onicomicosi è una delle migliori diagnosi differenziali. Quando sono colpite molte unghie in un individuo per il resto in buona salute, l’onichite lupoide simmetrica è una delle diagnosi più importanti.
Quando sono colpite molte unghie in associazione ad altri segni, cutanei o non cutanei, è il segno dominante che orienta. Se domina la paronichia, bisogna pensare alla paronichia batterica, alla proliferazione di Malassezia, e alle affezioni cutanee che colpiscono prima le porzioni pieghettate delle dita e possono secondariamente raggiungere la piega ungueale, come la demodicosi. Se domina l’onicogrifosi, le due migliori diagnosi differenziali sono la leishmaniosi e la dermatopatia ischemica, tenendo presente che la leishmaniosi può essere il disturbo sottostante che induce la dermatopatia ischemica. Se domina l’onicomadesi, bisogna considerare le malattie rare: malattie bollose subepidermiche, genodermatosi, o pemfigo nel gatto.
Nel gatto, due entità meritano di essere conosciute per ciò che comportano: la sindrome metastatica digito-polmonare, di cui l’unghia è talvolta il primo segno, e il pemfigo foliaceo, la cui paronichia cremosa è propria della specie.
Conclusione
Le unghie del cane e del gatto forniscono una grande quantità di informazioni. Le affezioni ungueali restano poco documentate e sono di solito trattate come un problema accessorio. Eppure, in molti casi, l’unghia è l’indicatore di una malattia dermatologica o sistemica ben più ampia, e il suo riconoscimento precoce potrebbe migliorare i risultati clinici.
In pratica, l’unghia si affronta come qualsiasi altra affezione dermatologica, senza concentrarsi su di essa né ignorare il resto dell’animale. Poi, il numero di unghie colpite è il primo elemento di orientamento, una o due unghie rimandando a una causa locale, più unghie a una causa sistemica. Infine, parlare di onichite lupoide simmetrica piuttosto che di onicodistrofia ricorda che l’infiammazione del letto ungueale precede la distrofia che produce.
Zanna G. Claw diseases: what you need to know. Istituto Veterinario di Novara, Italia. ECVD-ESVD Meeting Bilbao 2025